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EasyLab 633 — Il percorso strutturato per l'autorizzazione dei Laboratori Prove

Dalla prima autorizzazione ministeriale alle estensioni ai Settori B e C: il metodo sviluppato da Novatest per accompagnare i Laboratori Prove durante tutto il percorso autorizzativo previsto dalla Circolare 633/STC.

EasyLab 633+ — consulenza tecnica e normativa Novatest per laboratori prove autorizzati ai sensi della Circolare 633/STC

Il settore delle prove e dei controlli sulle costruzioni esistenti ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più centrale nella valutazione della sicurezza del patrimonio edilizio, infrastrutturale e storico.

La conoscenza delle caratteristiche dei materiali, delle condizioni delle strutture e della loro risposta alle sollecitazioni rappresenta infatti un elemento essenziale per programmare interventi di manutenzione, recupero, consolidamento e miglioramento della sicurezza.

In questo contesto, la Circolare 3 dicembre 2019, n. 633/STC disciplina i criteri per il rilascio delle autorizzazioni ai laboratori che eseguono e certificano prove e controlli sui materiali da costruzione impiegati nelle strutture e nelle costruzioni esistenti, ai sensi dell'articolo 59 del D.P.R. 380/2001. Nel marzo 2026 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha inoltre pubblicato il testo coordinato della Circolare, aggiornato con le modifiche introdotte dal Decreto del Presidente del CSLP n. 66 del 6 marzo 2026.

Ottenere o estendere questa autorizzazione non significa semplicemente predisporre un insieme di documenti. Significa costruire un'organizzazione capace di garantire competenza tecnica, affidabilità delle prove, tracciabilità delle attività, corretta gestione delle attrezzature e conformità normativa.

È da questa esigenza che nasce EasyLab 633, il percorso strutturato sviluppato da Novatest per supportare i Laboratori Prove durante tutte le fasi del processo autorizzativo.

La Circolare 633/STC e i settori di autorizzazione

La Circolare 633/STC individua differenti ambiti di prova e certificazione.

Il Settore A riguarda le prove sulle strutture in calcestruzzo armato normale, calcestruzzo armato precompresso e muratura.

Il Settore B riguarda invece le prove sulle strutture metalliche e sulle strutture composte.

Il laboratorio può inoltre richiedere, facoltativamente, l'estensione dell'autorizzazione alle singole prove o all'intero Settore C, relativo alle prove dinamiche sulle strutture. La richiesta può riguardare uno o entrambi i Settori A e B, con la possibilità di successive estensioni.

Nella pratica, molti laboratori hanno già affrontato il percorso autorizzativo iniziale per il Settore A e stanno oggi valutando l'ampliamento delle proprie competenze e della propria offerta attraverso l'estensione ai Settori B e C.

L'estensione non deve tuttavia essere considerata come un semplice aggiornamento formale dell'autorizzazione esistente. Ogni nuovo settore comporta infatti la necessità di verificare la disponibilità di personale qualificato, competenze certificate, procedure tecniche, attrezzature adeguate e un sistema organizzativo coerente con le nuove attività.

Non solo documentazione: un sistema organizzativo completo

Il laboratorio autorizzato è costituito dall'insieme coordinato di:

  • personale;
  • attrezzature e strumentazioni;
  • locali;
  • procedure operative;
  • sistema di gestione;
  • modalità di esecuzione, documentazione e certificazione delle prove.

La Circolare richiede che il laboratorio operi attraverso un Sistema di Gestione della Qualità conforme alla UNI EN ISO 9001, certificato da un organismo terzo indipendente e accreditato, e coerente con la UNI CEI EN ISO/IEC 17025 per gli aspetti relativi all'organizzazione generale e alla gestione della struttura.

Il sistema deve quindi riflettere realmente il modo in cui il laboratorio opera.

Procedure, moduli, registrazioni e responsabilità non possono essere documenti isolati o standardizzati senza un collegamento con l'attività quotidiana. Devono descrivere con precisione:

  • chi svolge le attività;
  • con quali competenze;
  • attraverso quali apparecchiature;
  • secondo quali procedure;
  • con quali controlli;
  • come vengono registrati e conservati i risultati;
  • come vengono gestite anomalie, non conformità e azioni correttive.

Per questo motivo il percorso autorizzativo richiede una valutazione integrata degli aspetti tecnici, organizzativi e documentali.

EasyLab 633: un metodo, non una semplice consulenza

EasyLab 633 è il metodo sviluppato da Novatest per accompagnare il laboratorio dalla valutazione iniziale fino alla presentazione dell'istanza e alla preparazione delle successive verifiche.

L'obiettivo non è limitarsi alla produzione della documentazione necessaria, ma costruire insieme al laboratorio un sistema concretamente applicabile, sostenibile nel tempo e coerente con le attività che dovranno essere autorizzate.

Il percorso può essere applicato:

  • alla prima autorizzazione ministeriale;
  • all'estensione dal Settore A al Settore B;
  • all'estensione alle prove del Settore C;
  • alla revisione e all'adeguamento di un'organizzazione già esistente;
  • alla preparazione del laboratorio in vista di verifiche e audit.

Il metodo viene personalizzato sulla struttura del laboratorio, sul personale disponibile, sulle metodologie di prova previste e sul livello di maturità del sistema organizzativo già presente.

Le fasi del percorso EasyLab 633

1. Assessment iniziale — Il percorso inizia con una valutazione complessiva della situazione del laboratorio. Durante questa fase vengono analizzati:

  • struttura societaria e organizzativa;
  • settori per i quali si richiede l'autorizzazione o l'estensione;
  • disponibilità e qualificazione del personale;
  • ruolo e requisiti del Direttore del laboratorio;
  • attrezzature e strumentazioni disponibili;
  • locali e spazi operativi;
  • sistema di gestione già presente;
  • procedure e registrazioni utilizzate;
  • metodologie di prova da inserire nell'autorizzazione.

L'assessment permette di definire il punto di partenza reale, evitando di costruire il percorso sulla base di ipotesi o modelli generici.

2. Gap Analysis — Le informazioni raccolte vengono confrontate con i requisiti applicabili. La Gap Analysis consente di individuare:

  • requisiti già soddisfatti;
  • requisiti parzialmente soddisfatti;
  • carenze documentali;
  • necessità formative;
  • eventuali certificazioni mancanti;
  • attrezzature da acquisire, integrare o sottoporre a verifica;
  • procedure da predisporre o aggiornare;
  • criticità organizzative che potrebbero rallentare l'iter.

Il risultato non è soltanto un elenco di non conformità, ma una fotografia strutturata del livello di preparazione del laboratorio.

3. Piano di adeguamento — Sulla base della Gap Analysis viene predisposto un piano operativo. Il piano identifica:

  • attività da realizzare;
  • responsabilità;
  • priorità;
  • documenti da produrre;
  • competenze da sviluppare;
  • interventi sulle apparecchiature;
  • tempistiche indicative;
  • verifiche intermedie.

Questa fase permette al laboratorio di conoscere fin dall'inizio il percorso da affrontare e di organizzare in modo razionale risorse, investimenti e attività.

4. Sistema di Gestione della Qualità — EasyLab 633 supporta il laboratorio nella costruzione o nell'adeguamento del Sistema di Gestione della Qualità. L'attività può comprendere:

  • definizione dell'organigramma;
  • attribuzione di ruoli e responsabilità;
  • gestione delle competenze;
  • controllo dei documenti e delle registrazioni;
  • gestione di attrezzature, verifiche e tarature;
  • gestione delle prove;
  • riesame delle richieste e dei contratti;
  • trattamento delle non conformità;
  • azioni correttive;
  • audit interni;
  • riesame della direzione;
  • gestione dei reclami;
  • archiviazione e tracciabilità delle attività.

Il sistema viene costruito affinché sia realmente utilizzabile dal personale e non rappresenti unicamente un adempimento documentale.

5. Procedure tecniche e documentazione — Ogni metodologia di prova deve essere supportata da una documentazione coerente e controllata. In questa fase vengono predisposti o revisionati:

  • procedure operative;
  • istruzioni di prova;
  • modulistica;
  • schede di acquisizione;
  • registri delle attrezzature;
  • documenti per la gestione delle verifiche e delle tarature;
  • modelli di rapporto o certificato;
  • criteri di accettazione dei risultati;
  • sistemi di archiviazione;
  • modalità di identificazione e tracciabilità delle attività.

Le procedure devono essere coerenti con le norme tecniche applicabili, con le strumentazioni utilizzate e con le effettive competenze del personale.

6. Audit e verifica dell'effettiva applicazione — Prima della presentazione dell'istanza è necessario verificare che quanto descritto nella documentazione sia stato effettivamente applicato. L'audit permette di valutare:

  • conoscenza delle procedure da parte del personale;
  • corretta compilazione delle registrazioni;
  • gestione delle attrezzature;
  • tracciabilità delle prove;
  • coerenza tra organigramma, ruoli e attività;
  • capacità di gestire anomalie e non conformità;
  • disponibilità delle evidenze richieste;
  • adeguatezza complessiva del sistema.

Le eventuali criticità vengono trasformate in azioni correttive da completare prima di procedere con l'istanza.

7. Preparazione dell'istanza al Servizio Tecnico Centrale — Una volta verificata l'adeguatezza del sistema, il laboratorio viene supportato nell'organizzazione della documentazione necessaria per l'istanza. L'attività può comprendere:

  • verifica della completezza documentale;
  • organizzazione degli allegati;
  • controllo della coerenza tra dichiarazioni e documenti;
  • revisione di organigrammi e mansionari;
  • verifica dei titoli e delle certificazioni del personale;
  • predisposizione degli elenchi delle apparecchiature;
  • controllo delle procedure tecniche;
  • verifica delle evidenze relative al Sistema di Gestione della Qualità.

La documentazione viene così presentata secondo una struttura ordinata, leggibile e coerente.

8. Preparazione alla verifica ispettiva — La presentazione dell'istanza non conclude necessariamente il percorso. Il laboratorio deve essere pronto a dimostrare che l'organizzazione descritta nei documenti è effettivamente operativa. EasyLab 633 può quindi comprendere anche:

  • simulazioni di audit;
  • verifica delle evidenze disponibili;
  • preparazione del personale;
  • simulazione dell'esecuzione delle prove;
  • controllo dei registri;
  • verifica delle attrezzature;
  • gestione delle osservazioni emerse durante l'istruttoria;
  • supporto nella predisposizione delle eventuali integrazioni.

L'obiettivo è consentire al laboratorio di affrontare la verifica con consapevolezza, ordine e padronanza del proprio sistema.

Il ruolo delle competenze professionali

Uno degli aspetti più rilevanti del percorso riguarda le competenze del personale.

Il testo coordinato della Circolare richiede al Direttore del laboratorio specifica esperienza nel settore e certificazioni di competenza di Livello 3 nelle metodologie oggetto dell'autorizzazione. Agli sperimentatori sono invece richieste competenze documentate e certificazioni di Livello 2, secondo schemi coerenti con la UNI EN ISO 9712, la UNI 11931 o riferimenti equivalenti o successivi nell'ambito della certificazione accreditata.

La disponibilità delle apparecchiature, pertanto, non è sufficiente. Il laboratorio deve dimostrare di poter contare su persone capaci di:

  • applicare correttamente i metodi di prova;
  • conoscere limiti e condizioni di utilizzo delle tecniche;
  • acquisire dati affidabili;
  • valutare la qualità delle misure;
  • elaborare i risultati;
  • documentare e certificare le attività;
  • operare nel rispetto delle procedure e delle responsabilità assegnate.

EasyLab 633 consente di mettere in relazione il piano delle competenze con le metodologie che il laboratorio intende inserire nell'autorizzazione.

Perché oggi molti laboratori puntano alle estensioni B e C

Per numerosi laboratori già autorizzati nel Settore A, l'estensione rappresenta una naturale evoluzione del percorso intrapreso.

Il Settore B permette di ampliare l'ambito delle attività verso le strutture metalliche e composte. Il Settore C consente invece di includere prove dinamiche sulle strutture, oggi sempre più rilevanti nell'ambito della diagnostica, del collaudo, del controllo delle infrastrutture e del monitoraggio del comportamento strutturale.

L'ampliamento dell'autorizzazione può consentire al laboratorio di:

  • rispondere a richieste più articolate;
  • partecipare a incarichi multidisciplinari;
  • ridurre il ricorso a fornitori esterni;
  • ampliare il portafoglio dei servizi;
  • valorizzare il personale tecnico;
  • consolidare il proprio posizionamento nel settore delle costruzioni esistenti.

L'estensione deve però essere pianificata con attenzione, valutando in anticipo investimenti, competenze e organizzazione necessaria.

I vantaggi di un percorso strutturato

Affrontare l'autorizzazione attraverso un metodo definito permette di ridurre il rischio di interventi frammentari o tardivi. I principali vantaggi sono:

  • Conformità normativa — ogni attività viene sviluppata prendendo come riferimento i requisiti applicabili e la configurazione reale del laboratorio.
  • Metodo strutturato — le fasi vengono affrontate secondo una sequenza logica, dall'analisi iniziale fino alla preparazione dell'istanza e della verifica.
  • Competenze specialistiche — il laboratorio può contare su un supporto che integra aspetti tecnici, organizzativi, documentali e relativi alla qualificazione del personale.
  • Crescita del laboratorio — il sistema costruito per l'autorizzazione può diventare uno strumento per migliorare l'organizzazione, la qualità delle attività e la capacità di sviluppare nuovi servizi.

EasyLab 633 all'interno del Novatest Ecosystem

EasyLab 633 rappresenta uno dei percorsi specialistici sviluppati da Novatest per accompagnare laboratori, imprese e professionisti nella gestione di processi tecnici e normativi complessi.

L'esperienza maturata da Novatest nel settore delle prove, delle tecnologie diagnostiche, della formazione e della certificazione consente di affrontare il percorso non soltanto dal punto di vista documentale, ma anche considerando le reali esigenze operative di un Laboratorio Prove.

EasyLab 633 si inserisce in una visione più ampia: costruire servizi capaci di collegare tecnologia, competenza, formazione, organizzazione e conformità normativa.

Un unico percorso, dalla prima autorizzazione alle estensioni

L'autorizzazione ministeriale non deve essere considerata come un risultato isolato, ma come una tappa del percorso di crescita del laboratorio.

Un sistema organizzativo correttamente progettato può infatti essere aggiornato nel tempo, accompagnando:

  • l'introduzione di nuove metodologie;
  • l'ingresso di nuovo personale;
  • l'acquisto di nuove attrezzature;
  • l'estensione a ulteriori settori;
  • l'evoluzione delle norme tecniche;
  • il miglioramento continuo delle attività.

EasyLab 633 accompagna il laboratorio dalla prima autorizzazione ministeriale fino alle estensioni ai Settori B e C della Circolare 633/STC, attraverso un metodo strutturato, applicabile e costruito sulla realtà operativa del laboratorio.

Stai valutando una nuova autorizzazione o un'estensione ai Settori B e C?

Novatest può effettuare una valutazione preliminare del laboratorio, individuando lo stato attuale dell'organizzazione, i requisiti già soddisfatti e le attività necessarie per avviare il percorso.

Contatta il team Novatest per richiedere maggiori informazioni sul servizio EasyLab 633.

I nostri esperti sono a disposizione per un confronto su qualifiche, certificazioni e requisiti normativi.