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Il corso di georadar aiuta l'archeologia: seconda sessione Novatest a Chiusi

Dal 16 al 18 giugno 2026 si è svolta a Chiusi la seconda sessione del corso di georadar applicato all'archeologia, coordinato da Lorenzo Lambiase per Novatest. Un laboratorio a cielo aperto tra piazza del Duomo, la necropoli di Poggio Renzo e le aree già indagate dal 2023 con quasi 30.000 metri quadrati di prospezioni non invasive.

Sessione pratica del corso Novatest di georadar applicato all'archeologia a Chiusi, con antenna GPR carrellata in piazza davanti alla cattedrale

Prosegue a Chiusi il corso di georadar applicato all'archeologia. La seconda sessione si è svolta dal 16 al 18 giugno 2026, coordinata da Lorenzo Lambiase della società Novatest. Il corso nasce da un accordo tra la Soprintendenza archeologica, la Direzione regionale dei musei, il Centro Cadmo dell'Università per Stranieri di Siena e il Comune di Chiusi, con la collaborazione del direttore del Museo Nazionale Etrusco Fabrizio Vallelonga e dell'archeologa Ada Salvi.

Le lezioni teoriche si sono alternate a prove pratiche sul campo, soprattutto in piazza del Duomo e nella necropoli di Poggio Renzo. I partecipanti, ospitati nella foresteria del Collegio Paolozzi, hanno potuto immergersi nel territorio cittadino, un vero laboratorio grazie alla straordinaria stratificazione storica che parte dall'età etrusca.

Un programma organico di ricerche non invasive

Dal 2023 è in corso a Chiusi un programma organico di ricerche non invasive che ha già permesso di indagare quasi 30.000 metri quadrati su aree di grande interesse archeologico, tra centro storico e località come Badiola. Nella primavera di tre anni fa una prima campagna geofisica aveva già esplorato piazza del Duomo, l'Orto vescovile, il parco de I Forti, via Longobardi, Porta Lavinia e il chiostro di San Francesco.

I risultati sono stati notevoli. A piazza del Duomo sono emerse tracce di muri antichi e la conferma della grande cisterna già nota. Nell'Orto vescovile i segnali hanno indicato possibili edifici monumentali, forse collegati al complesso che ha restituito la celebre testa di Augusto. Particolarmente significativa l'area del parco de I Forti, dove sono state rilevate fitte strutture regolari. I saggi di verifica del gennaio 2024 hanno poi portato alla luce fondazioni in blocchi di travertino, murature antiche, una possibile vasca e reperti.

Perché il georadar è così utile in archeologia

Il georadar (GPR — Ground Penetrating Radar) consente di mappare il sottosuolo senza scavare, individuando anomalie riconducibili a strutture sepolte, cavità, murature, sepolture e stratificazioni antropiche. In un contesto come Chiusi, con una continuità insediativa che parte dall'età etrusca, la prospezione non invasiva permette di orientare gli scavi successivi con precisione, riducendo tempi, costi e impatto sul patrimonio.

Il corso Novatest unisce la parte teorica sui principi elettromagnetici, l'acquisizione dei dati e l'interpretazione dei radargrammi a un'intensa attività pratica sul campo, con antenne di diverse frequenze e software di post-processing. Un approccio che avvicina archeologi, tecnici e professionisti dell'ingegneria civile allo stesso linguaggio operativo.

L'articolo originale è stato pubblicato su La Nazione — edizione di domenica 21 giugno 2026, a firma di Massimo Montebove.

Novatest Academy organizza percorsi di formazione e certificazione sul metodo georadar secondo UNI 11931:2024, con moduli dedicati anche alle applicazioni in archeologia e beni culturali. Per informazioni sulle prossime sessioni è possibile contattarci direttamente.

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